2.5.11

Fuori la salma del fascista Giovanni Gentile da Firenze

E’ di questi giorni la polemica sulla figura del filosofo fascista Giovanni Gentile. Una polemica nata dopo alcune dichiarazioni al quotidiano “la nazione” dello “storico” Franco Cardini che chiedeva all’amministrazione comunale di Firenze di intitolare una via alla memoria di questo ignobile personaggio. Per capire chi è stato Giovanni Gentile basta citare alcuni fatti salienti della sua vita:
-Nel 1923 Gentile si iscrive al Partito Nazionale Fascista (PNF) con l'intento di fornire un programma ideologico e culturale, nel 1925 pubblica il Manifesto degli intellettuali fascisti, in cui vede il fascismo come un possibile motore della rigenerazione morale e religiosa degli italiani e tenta di collegarlo direttamente al Risorgimento;
-Nel 1938 compare come firmatario del Manifesto della razza, pubblicato sui giornali, in appoggio alle leggi razziali stesse appena emanate, insieme a molti altri intellettuali;
-il 17 novembre 1943 dopo un incontro con Benito Mussolini sul lago di Garda si convinse ad aderire alla Repubblica Sociale Italiana;
-Sostenne la chiamata alle armi e la coscrizione militare dei giovani nell'esercito della RSI, auspicando il ripristino dell'unità nazionale sotto la guida ancora una volta di Mussolini;
-Sostenne la feroce repressione a Firenze contro i partigiani ed i renitenti alla leva, non mosse un dito contro le barbare esecuzioni dei cinque giovani disertori che furono fucilati al Campo di Marte, non mosse un dito contro la banda dell’assassino Mario Carità e contro le torture perpetrate a Villa Triste contro centinaia di antifascisti;
Questi avvenimenti crediamo siano sufficienti a bollare la figura di Giovanni Gentile come quella di un fascista della prima ora che ha condiviso tutto il percorso politico di Mussolini fino alla guerra mondiale, all’alleanza con la Germania nazista ed infine all’adesione alla repubblica di Salò. Una figura che non solo non va onorata dedicandogli strade o monumenti ma che va invece ricordata per ciò che era, un servo del duce e del fascismo. La città di Firenze deve provare vergogna per aver dato ospitalità ad un tale personaggio ed anzichè ricordarlo con onore, come vorrebbero i fascistelli di Casaggi o i loro padroni del PdL, deve essere ricordato come un personaggio infame, una macchia indelebile per la nostra città che deve essere lavata rimuovendo la tomba da Santa Croce così come proposto da alcuni consiglieri comunali. Il PCL di Firenze si schiera ancora oggi al fianco della figura di Bruno Fanciullacci e rivendica con forza la decisione dei GAP fiorentini di giustiziare il fascista Gentile. Contro ogni tentativo di revisionismo storico la figura di Bruno Fanciullacci continuerà ad essere un esempio per tutta la città di Firenze, per le giovani generazioni e per tutti coloro che credono nel valore dell’antifascismo.

1 commento:

guglie16 ha detto...
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