2.10.12

Relazione introduttiva all'iniziativa su Walter Rossi del 30/09/2012


L’iniziativa di stasera nasce dall’esigenza di riappropriarsi di una memoria storica che pian piano sta scomparendo, soprattutto tra i compagni più giovani, che non hanno vissuto quegli anni e pertanto spesso sentono parlare di storie pressoché sconosciute. Ricordare walter rossi a 35 anni dal suo omicidio per mano di una squadraccia fascista non significa fare solo una commemorazione, doverosa ma non sufficiente, significa soprattutto rilanciare la battaglia antifascista sul nostro territorio.
Negli ultimi anni anche nella nostra città stanno prendendo piede organizzazioni e partito dichiaratamente neofascisti, da casaggi a casapound fino ad arrivare ai nazisti di forza nuova e della fenice. Queste organizzazioni, estremamente pericolose soprattutto in un periodo di grave crisi del capitalismo come quello che stiamo attraversando, trovano terreno fertile grazie ai fondi di cui dispongono (generosamente elargiti dal padrone di turno) e grazie anche alla complicità delle istituzioni, che hanno loro permesso di proliferare nonostante le loro idee siano dichiaratamente fasciste. Sono pericolosi perché fomentano un clima di odio continuo contro il diverso e cercano di scatenare una guerra tra poveri così come hanno sempre fatto nella loro schifosa storia. In un periodo come questo, in cui la sinistra storica ha tradito tutti i valori, è purtroppo normale che anche tanti giovani, tanti proletari, vengano sedotti da queste infami idee. Questo clima di complicità e di protezione di cui godono questi topi di fogna ha portato negli ultimi anni ad un aumento esponenziale delle aggressioni contro compagni della sinistra, contro gli omosessuali, contro gli immigrati, ecc culminato il 13 dicembre dello scorso anno a Firenze con l’omicidio di Samb Modou e Diop Mor per mano del fascista di Casapound Casseri. La sinistra riformista alleata nei comuni con il PD, è sempre stata preda di quel democraticismo pacifista codardamente disarmato che rappresenta per i fascisti la più grande garanzia d'impunità e di esistenza. Non solo: in passato, ambienti vicini se non interni alla sinistra governista sono giunti a riconoscere politicamente gruppi come Casa Pound, accettando di partecipare ad iniziative da essi promosse o firmando appelli a sostegno, e attestando in questo modo la loro completa legittimità. 
Per omissione o vera e propria volontà politica, nemmeno dissimulata, si crede o si finge di credere che ciò che si sta rapidamente impossessando di interi quartieri, strade, facoltà universitarie, scuole sia solo ordinaria teppaglia, neanche tanto dannosa, che inneggia all'orbace per ignoranza o folklore, e che in fin dei conti prima o poi si normalizzerà, magari a seguito di provvidenziali "sdoganamenti". E' questa cecità, storica ancor più che politica, che porta a parlare assurdamente di "escalation di violenza" e di "caccia al diverso", come se si trattasse di criminalità comune o di bande di periferia. 
Non sono accettabili né plausibili petizioni volterriane e nonviolente: i fascisti hanno "diritto" di parola e di circolazione tanto quanto il malato di ebola ha diritto di contagio. Il rifiuto politico o - peggio - di principio di affrontare la violenza fascista sull'unico terreno sul quale ci si possa misurare con essa e con l'unico metodo che le si possa legittimamente contrapporre, cioè quello della vigilanza antifascista di classe, estesa, radicata ed organizzata, è l'ennesima riprova del tradimento della propria natura e dei propri valori sociali, consumato e ratificato ancora una volta sull'altare della collaborazione con i borghesi. Il CAAT nasce proprio per questo motivo, per dare continuità alla battaglia antifascista nella nostra regione, un antifascismo che non si limita alle commemorazioni, a deporre una corona il 25 aprile, ma che viene praticato tutto l’anno nelle strade e nei quartieri per impedire qualunque tipo di agibilità politica ai fascisti, siano essi in doppio petto , siano essi in camicia nera e con la testa rasata . Il nostro non è un antifascismo di facciata e filo istituzionale, fiducia nelle istituzioni non ne abbiamo e pertanto l’antifascismo ce lo rivendichiamo e non lo deleghiamo a nessuno. Per questo ci stiamo battendo per chiudere tutte le sedi fasciste in città a partire da quella nuova di Casapound, per questo saremo impegnati nella costruzione della giornata del 13 dicembre in occasione dell’anniversario dell’assassinio di Samb e Diop, per questo saremo impegnanti nella battaglia contro il revisionismo storico in occasione della cosidetta giornata della memoria, quando i fascisti di casaggi  organizzano la loro indegna ed indecente parata per le vie di Firenze. Per questo chiediamo a tutti i compagni presenti in sala di unirsi al CAAT per dare forza alla battaglia contro il fascismo vecchio e nuovo.

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