6.11.06

Resoconto dell'assemblea nazionale del Forum Palestina

Domenica 5 novembre si è svolto a Firenze l'incontro nazionale del Forum Palestina. Nell'introduzione i relatori hanno messo in luce l'inconsistenza della posizione di equidistanza adottata sulla questione della Palestina e dell'occupazione israeliana dalle sinistre di governo e da larghi settori del pacifismo. Una simile linea, infatti, evitando di prendere partito tra i due contendenti, di fatto si preclude ogni possibilità di agire concretamente contro i crimini del sionismo.
Per cercare di intervenire in maniera concreta infatti è indispensabile partire da una ferma condanna della politica di Israele. Occorre prendere posizione in maniera inequivocabile per i palestinesi e contro Israele.Queste divergenze di impostazione saranno chiaramente evidenti nella giornata del 18 novembre, quando si terranno contemporaneamente due manifestazioni sulla questione mediorientale: una, indetta dal Forum Palestina, a Roma, e l'altra (convocata successivamente, con una mossa dalla dubbia correttezza, come hanno ricordato i relatori) a Milano, che vedrà la partecipazione delle forze filogovernative (ARCI, CGIL, ecc.). La manifestazione di Roma, infatti, parte da una netta condanna dell'occupazione, mentre quella di Milano si basa su una piattaforma, che, volendo essere equidistante, alla fine risulta del tutto inconcludente e priva di sostanza.Il pericolo, come hanno ricordato anche diversi compagni nei numerosi interventi, è quello che l'appuntamento di Roma venga oscurato da quello, prevedibilmente maggiore sul piano numerico, di Milano. A maggior ragione dunque è importante che le forze che aderiscono alla manifestazione esprimano la massima mobilitazione al fine di assicurare la buona riuscita del corteo.
A tale proposito, i relatori hanno riportato notizie incoraggianti dalle riunioni svolte in varie città italiane.L'assemblea ha dedicato anche molta attenzione alle prospettive di azione successive alla manifestazione del 18. In particolare, è stato deciso di lanciare a breve la campagna "sanzioni o boicottaggio", con l'obiettivo di spingere la comunità internazionale a varare sanzioni economiche nei confronti di Israele. Lo strumento di pressione è stato individuato nell'arma del boicottaggio. Nello specifico, l'azienda interessata dovrebbe essere la Telecom, in ragione dei rapporti economici che la legano allo stato di Israele.

4 commenti:

guerrilla radio ha detto...

A fine mese scorso, il premier israeliano Ehud Olmert si è vantato,
davanti alla Knesset di come negli ultimi tre mesi l'IDF, l'esercito israeliano, ha ucciso 300 palestinesi sostenitori del movimento della Resistenza islamica -Hamas - nella Striscia di Gaza.

In realtà, ha spiegato il dott. Mu'awiyah Abu Hassanein, direttore del Pronto Soccorso di Gaza, si tratta in prevalenza di civili:
137 minori sotto i 16 anni, 29 donne, 12 anziani, 42 persone uccise mentre erano in casa, 100 giovani.

5200 palestinesi sono stati feriti - di cui 750 sono rimasti handicappati permanenti a causa dell'utilizzo da parte dei militari israeliani di armi vietate dalle convenzioni internazionali.

Ma a novembre se il cielo non è sempre nitido sopra le nostre teste, rimane sempre tinto di morte, sopra i destini palestinesi. Israele ha infatti dato via nel Nord della striscia di Gasa all'Operazione Nubi d'Autunno:

Il bilancio dei morti palestinesi è già salito a 60 morti e a 300 quello dei feriti.

Fonti dell'ospedale Adwan hanno rivelato che molti feriti sono stati trasportati in ospedale con gli arti amputati da un nuovo tipo di arma, mai vista prima nella Striscia di Gaza. Arma non convenzionale.

Non posso fare a meno di pensare, che sono i giorni della raccolta delle olive in Palestina, tradizione e sussistenza, quel poco che rimane di una terra fradicia di sofferenza. Ogni anno sembra che nonostante tutto la miseria a cui costringe l'occupazione militare israeliana, la terra non è mai avara dei suoi frutti.

Forse è il concime il segreto di questa ultima risorsa di sostentamento per le pance vuote dei miei amici arabi.

Le fosse che scavate non tardano a riempirsi dei cadaveri dei mie amici.

Quel sangue è il segreto di ogni raccolto prodigioso, quel sangue è l'orrore tramandato da generazione a genarazione, assassinata per mano di una mano che nessuno è intenzionato ancora a disarmare.

vik

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